Una risorsa importante: il grasso

«Nulla si crea, nulla di distrugge tutto si trasforma» lo diceva, già nel 1789, Lavoisier il padre della chimica moderna. Questo postulato vale anche per la medicina estetica anche se nel nostro caso più che di trasformazione si deve parlare di riutilizzo. Infatti per talune patologie o inestetismi si utilizza, il grasso autologo, per intenderci quello prodotto dal nostro corpo. Certo non siamo contenti quando lo vediamo comparire, ma è bene sapere che il nostro grasso è anche una preziosa risorsa per la nostra bellezza.

Pochi lo sanno, ma nel grasso sono presenti cellule staminali. Queste sono un vero e proprio flusso di giovinezza che immettiamo nel tessuto invecchiato. Quindi il grasso, con tutte le sue proprietà, tolto da una parte possiamo reimmetterlo in un’altra cogliendo così due risultati nello stesso tempo.

L’utilizzo del grasso come riempimento era già praticato alla fine dell’ottocento, quindi nulla di nuovo sotto il sole.

Ora però la tecnica, definita lipofilling da Pierre Fournier, suo ideatore, si è di molto affinata e così pure sono aumentate le aree in cui è possibile riciclare il nostro grasso. Il lipofilling, per dirla nel modo più semplice e chiaro possibile, consiste nel prelevare con piccole siringhe il grasso da una parte del corpo e poi, dopo una operazione di centrifuga per separare le cellule vitali da quelle danneggiate e dalle impurità, immetterlo, sempre con piccole siringhe, nelle aree che necessitano di riempimenti. Trattandosi di materiale proprio, non si corre il pericolo di rigetto come può accadere con materiali estranei e, di norma, il risultato è permanente.

Nella medicina estetica il lipofilling viene utilizzato per rimodellare i glutei, nel ringiovanimento del volto, delle mani, nell’aumento del volume delle labbra, nel trattamento delle cicatrici dovute all’acne, nelle occhiaie e in diversi trattamenti del seno. Così potremo dire al nostro grasso «grazie di esistere!»